PERUGIA - Patrick Lumumba adesso fa marcia indietro. Le interviste ai tabloid inglesi gli hanno creato seri problemi. «Non ho mai detto - queste le sue parole ieri sera a Matrix - di essere stato preso a pugni e calci in questura. Ho detto solo di essere stato umiliato, perché non sapevo per quale motivo mi stessero arrestando». Nelle lunghe interviste aveva invece dichiarato di essere stato «picchiato in testa» già al momento dell' arresto. Aveva raccontato di essere stato chiamato «sporco nero» e di avere subito altre umiliazioni. Ieri ha cercato di smussare molto gli angoli. «Mi sono sentito umiliato e sotto pressione non per avere ricevuto botte ma perché mi hanno portato via senza dirmi di cosa ero accusato». L' accusa ai poliziotti che l' avrebbero chiamato «sporco nero» era stata però gridata in piazza, con un megafono, già una settimana dopo il suo arresto. A denunciare il fatto erano i suoi amici della Repubblica popolare del Congo e altri giovani africani, solidali con il dj e barista congolese «messo in carcere senza alcuna prova». Anche adesso Patrick si sente «agli arresti domiciliari», ma solo perché «ci sono sempre i giornalisti sotto casa mia». Ha partecipato comunque a Matrix, non si sa se dietro compenso. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere», dichiara in proposito il suo avvocato Giuseppe Sereni. Pure sul possibile movente del delitto («Ho licenziato Amanda per assumere Meredith, perché la ragazza invece di fare la cameriera pensava solo a "flirtare" con i ragazzi») Patrick vuole correggersi. «Avevo intenzione di lasciarla a casa ma l' avevo detto a un amico, non ancora a lei. Sì, c' erano problemi. Dovevo ricordarle anche cinque volte in una sera che doveva tornare a servire i clienti». Patrick dichiara di avere sempre avuto fiducia nella magistratura, «anche se più passava il tempo più cominciavo a preoccuparmi». «Quando mi hanno arrestato potevano chiedermi dove fossi quella sera e io avrei spiegato. Sono stati usati due pesi e due misure. Non tanto perché io sono nero e Amanda è americana, ma perché io sono uomo e lei donna. E anche il prete, in carcere, è andato da Amanda e non è venuto da me. Col il delitto io non c' entro nulla, lo giuro davanti a Dio. Amanda? A volte penso sia colpevole, a volte no. È una vicenda troppo complicata».